Studio Scientifico sull’Argento Colloidale del gruppo di ricerca dell’Università di Napoli Federico II coordinato dalla Prof Alessandra Pollice e pubblicato sulla rivista Pharmaceuticals (Pharmaceuticals 2019, 12, 72; doi:10.3390/ph12020072)
Sommario: Fino alla prima metà del 20° secolo, l’argento ha trovato un significativo impiego nelle applicazioni mediche, in particolare nella cura delle ferite aperte, grazie alle sue proprietà antibatteriche e antifungine. La riparazione delle ferite è un processo biologico complesso e dinamico, regolato da diverse soluzioni che cooperano per ripristinare l’integrità dei tessuti e l’omeostasi. Per facilitare la guarigione, le ferite hanno bisogno di essere trattate rapidamente. Recentemente, l’interesse verso le alternative agli antibiotici è aumentato a causa del crescente fenomeno della resistenza agli antibiotici. Tra queste alternative, l’uso dell’argento appare essere una valida opzione e recentemente si è assistito ad un ritorno al suo utilizzo. In particolare, in contrasto con l’argento ionico, l’argento colloidale, una sospensione di particelle di argento metallico, mostra un’attività antibatterica con una minore o assente tossicità. Comunque, i rischi per la salute umana associati all’esposizione alle nanoparticelle di argento (NP) sembrano in conflitto, e alcuni studi hanno che potrebbe essere tossico in alcuni contesti cellulari. Questi effetti potenzialmente nocivi delle nanoparticelle di argento dipendono da vari parametri, inclusa la grandezza delle nanoparticelle, il cui valore comunemente varia dagli 1 ai 100 nm. In questo studio, analizziamo l’effetto di una preparazione di argento colloidale composta da nanoparticelle veramente piccole ed omogenee di 0,62 nm di grandezza, più piccole di quanto precedentemente testato. Non abbiamo riscontrato effetti avversi nella proliferazione delle cellule HaCaT, anche con un’alta concentrazione di nanoparticelle. La microscopia time-lapse e gli esperimenti di immunofluorescenza indiretta hanno dimostrato che questa preparazione di argento colloidale ha fortemente incrementato la migrazione cellulare, rimodellato il citoscheletro e causato il reclutamento della E-caderina nelle congiunzioni tra cellula e cellula dei cheratinociti umani coltivati.
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